Il servizio domiciliare nella storia della fondazione pia opera ciccarelli onlus

Il servizio domiciliare nella storia della fondazione pia opera ciccarelli onlus

"Parva sed apta mihi", recitava un antico poeta latino, riferendosi alla propria casa. È questa una realtà che, anche nel contesto odierno di disgregazione, resta particolarmente significativa.
Affittare un appartamento, arrivare a costruirsi una casa, è un'opera fondamentale per una famiglia, non solo dal punto di vista finanziario, ma anche da quello emotivo, affettivo e sentimentale.
Non è sempre così negli altri stati. Per noi costruire una casa richiede normalmente molto tempo.
Nascere in una casa, abitarvi per una vita, formare in essa una famiglia, generarvi dei figli, vivere tra le mura domestiche le gioie e i dolori di tutta un'esistenza è per molti un fatto normale.
Se capita che una persona anziana sia costretta a lasciare l'abitazione in cui è vissuta per molti anni, questa si trova del tutto spaesata.
Ricordo mio nonno che, avendo dovuto lasciare la propria casa, situata all'incrocio tra le autostrade Milano/Venezia e del Brennero, arrivato in età avanzata, continuava a chiedere della sua casa, non riconoscendosi nella villetta che lui stesso aveva acquistato quando aveva dovuto trasferirsi.
Tutto questo ci indica che "non è più il tempo di programmare e gestire le iniziative a servizio della persona come entità scoordinate dal contesto comunitario", soprattutto per le "persone deboli", come ci indica il dott. Angelo De Cristian.
L'importanza della casa, come contesto di vita, è evidente soprattutto per le persone anziane, che nel corso degli anni rischiano di perdere molti punti di riferimento. Ecco allora che "la scelta del servizio domiciliare è innanzitutto la risposta appropriata alla condizione di molte persone, prevalentemente anziane", come dice l'assessore Loreta Ferramosca, Assessore alle Politiche Socio-sanitarie del Comune di San Giovanni Lupatoto.


Certamente il servizio deve tener conto di molte esigenze, in primo luogo della famiglia d'origine dell'anziano ma: "Il problema è un altro: questo appello può essere accolto dalla famiglia del 2003? Quando da anni si parla di famiglia in crisi?", come ci indica l'assessore Tito. Brunelli, Assessore ai Servizi Sociali e alle Politiche dell’Immigrazione.
Eppure questa è la strada, se vogliamo stare, come è giusto, alle parole del prof. Guido Lazzarini "Lo stato di salute qualifica la vita delle persone e non è dato unicamente dall'assenza di patologie, ma anche dalla percezione positiva del proprio stato di benessere psicofisico".
In quest'opera un doveroso ringraziamento va a chi, già dall'83, secondo quanto ci dice il dott. Domenico Marte, ha messo in programma questo servizio all'interno del nostro Ente, un servizio che ha un riscontro ormai qualificato, sia nella varietà che nel numero degli interventi.
Il direttore generale ci invita ad essere una comunità solidale, perché è ben nota "la fatica che compiono molte famiglie per provvedere ai propri anziani" e che quindi devono essere sostenute dall'intera comunità.
Questo che può risultare solo un principio teorico, affidato alle buone intenzioni o alla buona volontà delle persone, deve essere supportato da dei progetti ben determinati, nei quali il nostro ente dovrà avere un "ruolo strategico… già previsto dallo Statuto".
Le esperienze in atto, riportate in appendice al volume, ci dicono che tutto questo è non solo possibile, ma doveroso e quindi deve essere messo in atto con il fattivo contributo di tutti coloro, enti pubblici e privati, singoli e comunità, che sono chiamati ad occuparsi della persona anziana.
Un grazie a tutti i nostri operatori che in questi anni stanno rispondendo in modo lodevole alle nuove esigenze che il servizio domiciliare richiede.
Grazie a chi ha scelto come tema per il nostro convegno annuale "servizi domiciliari, dal diritto alla salute al diritto di partecipare", richiamando a questa opera una variegata realtà di esperti e "addetti ai lavori".
Nella delibera n° 50 del corrente anno, il consiglio d'amministrazione della Fondazione Pia Opera Ciccarelli, ricordava che "la risorsa umana è l'elemento che qualifica in modo determinante la qualità dei servizi assistenziali". In questo intendevamo riferirci non solo al personale dell'ente ma anche all'impegno di tutta la struttura organizzativa nell'"affiancare le famiglie, senza sostituirle, rendendole protagoniste del percorso di aiuto e non destinatarie passive di servizi".
Il convegno presente va proprio in questa direzione perché il "diritto alla salute" diventi effettivamente un "diritto a partecipare".


Il giorno fu pieno di lampi;
ma ora verranno le stelle,
le tacite stelle. Nei campi
c'è un breve gre gre di ranelle.
Le tremule foglie dei pioppi
trascorre una gioia leggiera.
Nel giorno, che lampi! Che scoppi!
Che pace la sera!
(G. Pascoli, la mia sera)


un delicato canto del Pascoli, questo, di cui ho riportato la prima strofa.
In esso il poeta guarda alla sera della sua vita e la vede quieta, tranquilla, dopo un'esistenza piena di lampi e scoppi.
La sera può essere colma di nostalgia e di rimpianti però è sicuramente un'età della vita da gustare in pieno perché ogni momento dell'esistenza è prezioso.

IL PRESIDENTE
Don Osvaldo Checchini