Un parroco come presidente

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Un parroco come presidente

 

È alla guida di San Tommaso a Verona e del «Cireneo»



San Giovanni Lupatoto. La Fondazione Pia Opera Ciccarelli ha un nuovo presidente. È don Carlo Vinco, parroco di San Tommaso a Verona e componente del consiglio di amministrazione della Pia Opera da quasi dieci anni. A designarlo è stato il vescovo padre Flavio Roberto Carraro, in base al nuovo statuto della Pia Opera che attribuisce al presule di Verona la potestà di indicare il presidente dell’ente.

Don Carlo Vinco, 52 anni, presidente anche dell’associazione «Il Cireneo» che segue i malati di aids, va così a occupare la carica più importante della Fondazione Pia Opera Ciccarelli, un’istituzione che presta servizio agli anziani in otto sedi (tre a San Giovanni Lupatoto, una a Boscochiesanuova, una a Castel d’Azzano, una a Gazzo, una a Minerbe, oltre a Casa Serena di San Michele) assistendo circa 700 ospiti con altrettanti dipendenti (450 dei quali in servizio a part time) e un fatturato di quasi 22 milioni di euro.

La necessità di trovare un nuovo presidente era maturata dopo la decisione del parroco di San Giovanni Lupatoto don Osvaldo Checchini, presidente per diritto della Pia Opera, di passare la mano in quanto gli impegni pastorali di parroco e quelli di presidente della Pia Opera risultavano difficilmente cumulabili.

Il consiglio della fondazione ha conseguentemente modificato lo statuto in modo che il presidente dell’ente non sia più il parroco pro tempore della parrocchia lupatotina (come aveva stabilito il fondatore don Giuseppe Ciccarelli circa 110 anni fa) ma un componente del consiglio di amministrazione indicato dal vescovo il quale ha deciso di affidare la responsabilità della presidenza a uno dei consiglieri più anziani, come esperienza, della fondazione, don Carlo Vinco, che è stato anche curato in paese negli anni Novanta.

Monsignor Carraro ha probabilmente scelto don Vinco anche per non creare interruzioni nella linea che vede da oltre un secolo la presenza di un sacerdote al vertice dell’istituto per anziani locale che, negli ultimi decenni, è diventato un punto di riferimento del settore a livello regionale.

Il nuovo presidente rimarrà in carica tre anni, fino alla scadenza dell’attuale consiglio di amministrazione che vede come membri, oltre al neo presidente, il parroco don Checchini, Ruggero Mischi, Dino Micheloni e, in rappresentanza del Comune, l’avvocato Paolo Franceschini.

«Ritengo che sia stata la scelta migliore. Don Carlo ha maturato una lunga esperienza in consiglio della Pia Opera e la conosce a fondo», commenta don Checchini. «Tra l’altro si è impegnato a lungo su uno dei fronti che sono il fiore all’occhiello dell’ente come la formazione del personale. Per me sono stati due anni impegnativi, intensi e ricchi di esperienze. Rimarrò come consigliere ed inoltre manterrò la carica di presidente del Fondo di solidarietà monsignor Ciccarelli».

«Ringrazio il vescovo della fiducia che mi ha accordato», dice don Carlo Vinco. «La mia azione sarà ispirata al perfezionamento delle professionalità nell’assistenza, con particolare attenzione all’Alhzeimer, allo sviluppo del servizio nelle varie sedi ma anche ai bisogni sempre più emergenti come il servizio di assistenza prestato a domicilio dell’anziano. Inoltre la Pia Opera darà la sua disponibilità e il suo supporto a tutte le case per anziani diocesane che ritenessero opportuna una collaborazione e una sinergia». La nomina a presidente di don Vinco, sacerdote molto conosciuto in paese, blocca sul nascere le polemiche sul paventato pericolo che con la scissione fra incarico di parroco e quello di presidente della Pia Opera, la gestione dell’ente si allontani dalla comunità lupatotina. Un pericolo per il momento rimandato.



Renzo Gastaldo



da L’Arena del 16/02/2005