Un GOL per i nonni

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Un GOL per i nonni

 

Pecchia e Pagliuca all’Ant di Bologna, Perrotta e Lanna a Casa Serena di Verona e Del Vecchio all’Anucss di Roma: ecco come è andata. E cosa si fa per aiutare gli anziani.





Quest’anno festeggia i suoi primi vent’anni di vita. Vent’anni a servizio dei malati di tumore, delle persone che hanno bisogno di cure in casa loro. Ant Italia (www.antitalia.org ), fondata a Bologna dal professor Franco Pannuti, è stata scelta dalla commissione scientifica del Campionato Aic della solidarietà fra le 18 associazioni che contribuiscono a migliorare la qualità di vita degli anziani in Italia. «Dal 1985 assistiamo a domicilio e gratuitamente i malati di tumore in fase avanzatissima», spiega Pannuti; «da allora abbiamo costituito 27 hospice in 11 regioni e assistito più di 48.000 pazienti, con una media di 72 anni».



A gennaio del 2004 i due calciatori Fabio Pecchia e Gianluca Pagliuca hanno visitato uno dei centri di accoglienza Ant a Bologna: «Hanno indossato il camice bianco e portato un po’ di conforto ai nostri operatori», racconta Pannuti, «perché tante volte ci sentiamo soli, nel momento in cui dobbiamo decidere se abbiamo soldi sufficienti per assistere una persona. Seguiamo 2.600 pazienti al giorno, 24 ore su 24. Non esagero nel dire che la nostra esperienza, nel suo genere, è unica al mondo. Ma abbiamo bisogno di fondi, perché i nostri operatori sono medici, infermieri, persone specializzate assunte e pagate, cui noi forniamo anche corsi periodici di etica e morale». E aggiunge: «Ant si fonda su una filosofia chiamata "eubiosìa", che significa vivere una vita in dignità, perché la vita è un valore sacro e inviolabile».



A Verona, il Campionato Aic della solidarietà ha scelto di dare il proprio contributo a Casa Serena , una struttura di accoglienza per anziani e disabili e non autosufficienti che fa parte della Fondazione Pia Opera Ciccarelli (www.piaoperaciccarelli.org ).



Vecchi e bambini insieme



«Si tratta di otto strutture inserite nel territorio veronese», spiega Elisabetta Elio, direttore dei servizi residenziali della fondazione, «ogni nostra casa di riposo è inserita in un parco, un’ampia zona verde aperta a tutti, non soltanto agli ospiti delle strutture, attrezzate anche di giochi per bambini. La nostra politica è questa: far sì che le case di riposo per anziani non siano dei ghetti, dei luoghi separati dal resto della città, distanti e isolati, bensì inseriti all’interno della comunità e in costante rapporto con questa proprio attraverso la presenza di un parco come luogo di incontro».



Il progetto di finanziamento di Aic riguarda la ristrutturazione del parco di Casa Serena, nel quartiere San Michele di Verona, che rappresenta uno dei più importanti polmoni verdi della zona. Casa Serena, spiega la Elio, a regime completo ospita 200 persone, di cui 180 non autosufficienti, con disabilità fisiche o affette da demenza e patologie psichiatriche. Poco più di un anno fa Simone Perrotta e Salvatore Lanna hanno dedicato una mezza giornata tra gli ospiti della casa veronese. «La visita dei due calciatori è stata un’esperienza che i nostri ospiti ricordano con tanto affetto», racconta Elisabetta Elio, «sono ragazzi molto simpatici e alla mano, dotati di una grande sensibilità».



La "terapia con i cuccioli"



Gli animali possono essere di straordinario aiuto per gli anziani. La pet therapy ("terapia con i cuccioli") ha già dimostrato da tempo i suoi vantaggi con i bambini che hanno problemi psicomotori. Anche per una persona anziana il contatto con un cane può essere di grande utilità.



«Il rapporto fra uomo e cane è antichissimo», spiega Claudio Di Cato, responsabile tecnico di Anucss , Associazione nazionale utilizzo del cane per scopi sociali (www.anucss.org ) di Roma, scelta per efficacia e originalità dalla commissione scientifica del Campionato Aic della solidarietà. Anucss si occupa della preparazione di cani di assistenza con operatori specializzati e programmi di terapia assistita in strutture geriatriche. «Nei casi in cui ci sono difficoltà di comunicazione», continua Di Cato, «il contatto col cane può stimolare la socializzazione. Spesso gli anziani sono demotivati, ma se vengono impegnati in attività con i cani spazzolarli, portarli a spasso, farli giocare possono riacquistare stimoli e motivazioni». Di Cato spiega che nella scelta dei cani da addestrare non si guarda tanto alla razza quanto all’indole. Ma ci sono delle razze più adatte rispetto ad altre, per esempio i labrador e i cani da caccia . «Il calciatore Marco Delvecchio, che è venuto a farci visita e ha partecipato alle nostre attività», prosegue, «è molto legato ai cani , perché lui stesso ha in casa dei labrador e sa bene quanto un cane può essere di aiuto per la socializzazione».





Giulia Cerqueti



da Famiglia Cristiana del 8/20 febbraio 2005