Volle l’Opera Pia per gli anziani soli

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Volle l’Opera Pia per gli anziani soli

 

Una delle più grandi case di riposo veronesi iniziò accogliendo donne indigenti



San Giovanni Lupatoto. La Pia Opera Ciccarelli, l’Istituto per anziani che da una quindicina di anni si è costituito in fondazione, nasce 120 anni fa e volontà di don Giuseppe Ciccarelli, nel 1885 parroco del paese. L’istituto nacque prima come asilo infantile per custodire «i figli del povero» e solo nel 1892, sempre per iniziativa di don Ciccarelli, divenne ricovero femminile.



و«L’asilo infantile fu la prima di quella serie di opere che lo fanno ricordare come uno dei più illustri benefattori del nostro paese» afferma lo storico Giuseppe Lavorenti nel suo libro «Pia Opera Ciccarelli – Cento anni di storia e attività».



Nulla di più vero se si pensa che oggi la Fondazione Pia Opera Ciccarelli assiste in diverse sedi, anche fuori del territorio comunale lupatotino, oltre settecento ospiti e ha un pari numero di dipendenti, realizzando un fatturato di quasi 22 milioni di euro annui.



La Pia Opera Ciccarelli è da almeno due decenni una realtà importante in campo assistenziale. È infatti uno degli enti di riferimento a livello regionale proprio per la sua caratteristica di apripista su molte problematiche legate all’assistenza agli anziani. Le ultime attenzioni dell’ente sono dedicate alla cura della malattia di Alzheimer e per questo obiettivo è stato confermato come primario dal nuovo presidente don Carlo Vinco.



Gli ospiti della casa per lungodegenti lupatotina affetti da questa patologia sono quasi 200 e le metodologie applicate, sia di cura che di assistenza, fanno della casa un centro di eccellenza per la cura di questa malattia. Il Morbo di Alzheimer si manifesta con diverse forme di gravità nelle persone anziane e spesso è progressivo. In alcuni casi provoca solo uno stato di torpore e di demenza. In altri casi le manifestazioni sono assai più violente e controllabili con difficoltà.



Giuseppe Ciccarelli, come riferisce lo storico don Vittorio Montorio, nasce nel 1844 a Ca’ di David da Luigi e Anna Cipriani. Nel novembre 1858 entrò nell’istituto don Mazza, vivente il fondatore, e qui frequentò la quinta ginnasio e il liceo. Poi passò al seminario vescovile.



Venne ordinato sacerdote il 16 marzo 1867 e fu mandato nella parrocchia di Sommacampagna. Resasi vacante la parrocchia di San Giovanni Lupatoto, per la promozione del parroco don Lorenzo Brazzoli a rettore del seminario, don Ciccarelli fu mandato a reggerla interinalmente e nel 1875 fu nominato parroco.



Sono anni in cui il paese conosce un notevole sviluppo per la presenza e l’attività della Fabbrica Vetri (quella che poi si trasformerà nel cotonificio, vero volano dell’industria lupatotina) ed attira lavoratori dagli altri paesi della provincia. Lo stesso parroco riferisce che gli abitanti del paese sono circa 3000 «compresi gli operai forestieri stimati in numero di seicento». Sono per la maggior parte vetrai che lavorano nella vetreria sorta nell’ex caserma austriaca. L’esigenza di assistere tutta questa popolazione è il vero movente per la realizzazione di tutte le opere pie avviate in paese dal parroco.



Nel 1885, per accudire i bambini che restano incustoditi dalle madri che andavano a lavorare nelle fabbriche lupatotine, don Ciccarelli trovò una casa e chiamò da Verona le suore della Misericordia per la loro educazione. Nasceva così l’asilo infantile.



«La realtà benefica dell’istituzione per i piccoli destò l’interesse generale» ricorda don Montorio. «Non solo i poveri e le famiglie degli operai mandarono i propri figli all’asilo ma anche le benestanti, riconoscendo l’utilità di esso».



L’arciprete molto attento all’educazione cristiana delle fanciulle «perché fossero un giorno delle mamme sagge e virtuose». Per questo fa in modo che nelle scuole comunali ci sia la presenza delle suore. Emergono in questa importante attività educativa del mondo femminile suor Battistina Franco e suor Cristetta Francato.



Dopo la costituzione dell’asilo don Giuseppe Ciccarelli dedica la sua attenzione ai malati e agli anziani.



Armando Lovato scrive nel suo libro «Delle Opere Pie istituite dal reverendo don Giuseppe Ciccarelli» che il parroco, con un’intuizione estremamente moderna in materia di assistenza sanitaria e sociale, istituì una specie di quartiere della salute.



«Dal 1889 al 1902 l’occhio dell’arciprete va ad altri bisogni, ad altre piaghe» riferisce Lovato. «Questa volta si tratta del ricovero e del pensionato. È l’età del tramonto con le sue miserie, i suoi abbandoni, la sua povertà che lo intenerisce. Il ricovero sorse senza che quasi nessuno se ne avvedesse. Il pietoso arciprete accolse da principio in un angolo della casa delle suore una, poi un’altra vecchietta, tutte sole, povere, e nell’impossibilità di provvedere a se stesse. Le religiose si impegnarono a prestare loro caritatevolmente assistenza».



Ma la carità è feconda e dà il buon esempio alla persona di cuore. Poco dopo l’avvio di quel primo nucleo di accoglienza destinato alle anziane senza mezzi, persone benefattrici offrirono un caseggiato che, ristrutturato e ampliato nel 1892 divenne sede del pio ricovero per signore. Aggiunte, ampliamenti, costruzioni nuove si susseguirono con ritmo incessante.



Nel 1902, dopo ventisette anni al vescovo costernati chiedendo che venga individuato un valido coadiutore per la gestione della parrocchia ma che don Ciccarelli «sia conservato all’affetto del paese, che possa vigilare, dirigere, e gustare il frutto delle benefiche istituzioni avviate».



La supplica non fu accolta dal vescovo e il parroco dovette lasciare il paese. Però anche da Verona continuò ad occuparsi delle sue opere.



Da canonico monsignor Giuseppe Ciccarelli ebbe anche l’incarico di superiore delle Sorelle della Misericordia, carica che esercitò per diciassette anni.



Intanto la Pia Opera Ciccarelli nel 1913, sempre per iniziativa del fondatore, diventa anche ospedale, attivando uno specifico padiglione destinato all’attività medica. Nello stesso anno il ricovero comincia ad ospitare anche uomini.



Dal 1916 nell’ospedale della Pia Opera vengono accolti i feriti vittime dei bombardamenti e delle battaglie della prima guerra mondiale.



Nel 1917 don Ciccarelli festeggia a San Giovanni Lupatoto il suo cinquantesimo anno di sacerdozio. Viene anche posta una targa che ricorda i festeggiamenti per l’evento che diventa così un altro capitolo scritto della storia generosa del prelato benefattore che ha speso tutta la sua esistenza per migliorare le condizioni di vita delle persone indigenti, malate o semplicemente «dimenticate» dalla società.



Monsignor Giuseppe Ciccarelli si spegne il 12 febbraio 1919 all’età di 75 anni. La sua salma nel luglio del 1924 viene trasportata da Verona a San Giovanni Lupatoto e, con tutti gli onori viene accompagnata e sepolta nel camposanto locale.



Renzo Gastaldo



da L’Arena del 07/09/2005