Ecco il bonus per la casa di riposo

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Ecco il bonus per la casa di riposo

 

Venezia alza le quote per non-autosufficienti nel Veronese (4.330 pari a oltre 75 milioni di euro) e punta «privatizzare» il contributo

Ecco il bonus per la casa di riposo

Da luglio la Regione stanzierà direttamente all’anziano i circa 50 euro al giorno

Gambarotto:

«Oltre ai servizi,

non è calcolabile

la formazione

ai dipendenti»

Invecchiare che salasso. Tra Verona e provincia, su una popolazione complessiva di quasi 861 mila abitanti, gli over 75 sono 76 mila - chi ha più di 65 anni più di 160 mila - e molti di loro non sono autosufficienti. Per chi non opta per assistenza domiciliare o badante, rimane la casa di riposo e alle famiglie veronesi con a carico un anziano «certificato» bisognoso di cure dal Distretto sanitario locale, il ricovero in una struttura costa circa 75 milioni di euro all’anno, cioè la metà del costo effettivo che si aggira attorno ai 150 milioni di euro. Per queste persone, infatti, metà della retta è pagata dalla Regione sotto forma di quota di rilievo sanitario.

-Oltre 75 milioni dalla Regione. La quota di rilievo sanitario è una somma che ogni anno Venezia attribuisce alle case di riposo autorizzate tramite le Ulss per coprire i costi di un posto letto e viene calcolata sulla base degli indici di invecchiamento della popolazione. Nel 2006, per esempio, la Regione ha attribuito alle nostre Ulss 4248 quote pari a un valore di 75 milioni e 151 mila euro (2262 quote alla Ulss 20 pari a 39 milioni 630 mila euro, 796 quote alla Ulss 21 pari a 13 milioni e 244 mila euro; 1190 quote alla Ulss 22 pari a 22 milioni 277 mila euro). Quote che per il 2007, come appena stabilito da Delibera regionale numero 457 del 27 febbraio sono state aggiornate a 4330, (ma i posti autorizzabili arrivano a un 10% in più) e ridistribuite come segue: 2388 a Verona , 776 a Legnago e 1166 a Bussolengo. Alla fine vanno circa 50 euro al giorno ad ogni veronese che usufruisce di una casa di riposo in quota «non autosufficiente»: circa 1500 euro al mese e quasi 18 mila euro all’anno.

-In arrivo il «buono». La grossa novità è che a partire da luglio la Regione non conferirà più le quote, e quindi i soldi, alle case di riposo, ma le cederà direttamente agli anziani, tramite le Ulss, sotto forma di impegnativa utilizzabile in una struttura autorizzata di propria scelta.

Intanto la popolazione invecchia, le richieste di ricoveri per i non autosufficienti aumentano e le quote finanziate da Venezia non possono fare fronte a una domanda crescente. Anche perché le case di riposo autorizzate sul territorio sono più o meno sempre le stesse. Tra Verona e provincia sono 77 e oltre ai 4330 (per il 2007) posti coperti da quota offrono altri 240 sistemazioni il cui costo però è totalmente a carico del paziente (in media 90 euro).

Numeri inadeguati alle richieste crescenti: per le tre Ulss la lista di attesa di chi è in graduatoria per essere ricoverato conta 2.457 anziani (1679 nella Ulss 20, 298 nella 21 e 480 nella 22). E per fare fronte a una domanda così alta i centri di accoglienza stanno correndo ai ripari ampliando le loro strutture e aumentando la capacità ricettiva.

-I tre istituti più importanti. Così stanno facendo ad esempio la Pia Opera Ciccarelli, l’Istituto Assistenza Anziani e l’Oasi, opere di assistenza e servizi integrati. Sono questi i tre centri che con le loro 31 case di riposo e i 1690 posti letto convenzionati (1923 complessivi) fanno la parte del leone nel Veronese. Pia Opera Ciccarelli, con sede a San Giovanni Lupatoto, offre 8 centri residenziali e 650 posti, 600 dei quali coperti dalla quota regionale. Per quanto riguarda la retta a carico dell’ospite, e cioè circa la metà di quella complessiva, le tariffe giornaliere vanno da un minimo di 36 euro a un massimo di 47 euro e si intendono omnicomprensive, cioè comprendono servizi come per esempio la lavanderia, il parrucchiere, il podologo e l’ambulanza per eventuali trasferimenti. Omnicomprensiva è anche la tariffa a carico del paziente alle Oasi, con sede a San Bonifacio e che conta su 12 strutture e 550 posti quasi totalmente coperti dalle quote. Qui il prezzo medio per la retta alberghiera (come viene in genere definita quella metà a carico del paziente) è di 48 euro al giorno.

L’Istituto assistenza anziani, con sede amministrativa in via Baganzi, è un ente pubblico e gestisce 11 case di riposo: offre 723 posti letto complessivi 540 dei quali coperti dalla Regione. Tariffa omnicomprensiva anche qui e un prezzo che varia da struttura a struttura dai 41 euro al giorno della meno cara ai 61 euro della più onerosa.

-La concorrenza sui servizi. E proprio sui servizi offerti, i prezzi e le agevolazioni, si giocherà il futuro delle case di riposo. Da luglio, infatti, come stabilito dalla Regione, le quote per i ricoveri in casa di cura, come detto, non verranno più assegnate alle strutture, ma al paziente sotto forma di voucher. E l’anziano, soldi alla mano, potrà decidere quale residenza scegliere contando, possibilmente, oltre che sulla gamma dei servizi offerti, anche sulla preparazione e gentilezza dei dipendenti. Un valore aggiunto, come ha sottolineato Sergio Gambarotto, direttore generale di Pia Opera Ciccarelli, «che purtroppo non rientra in nessun calcolo e in nessuna statistica».

Marzio Perbellini

da l’Arena del 09/03/2007