I non autosufficienti sono diventati titolari del contributo finanziario regionale

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I non autosufficienti sono diventati titolari del contributo finanziario regionale

 

mercoledì 04 luglio 2007 cronaca pag. 11



CONTRIBUTI. Dal primo del mese i non autosufficienti sono diventati titolari del contributo finanziario regionale



Anziani, novità in corsia

Dal primo luglio è entrato in vigore nel Veneto il nuovo sistema d’accesso alle strutture residenziali, definito “impegnative di residenzialità”, con cui, in pratica, il cittadino - e non più le strutture residenziali per anziani non autosufficienti come successo finora (sono circa trecento le strutture interessate in tutta la regione) – diventa il titolare del contributo finanziario della Regione per le cure e l’assistenza sociosanitaria ricevuta nei centri di servizio (le case di riposo).

Lo ricorda l’assessore regionale alle politiche sociali Stefano Valdegamberi spiegando che il provvedimento si riferisce alla delibera regionale n.457 del 27 febbraio scorso che va a superare l’abbinamento tra posto letto e quota di rilievo sanitario e che dà al cittadino anche la facoltà di scelta della struttura dove essere ospitato, purchè essa sia accreditata a livello regionale.

«Le “impegnative di residenzialità” – fa presente l’assessore – sono emesse dalle Aziende Ulss sulla base della gravità della situazione sociosanitaria e in base al regolamento unico di accesso, valido per tutto il Veneto. Si tratta di oltre 23 mila “impegnative” nel passato identificate con i posti letto. Gli aventi diritto al contributo sono valutati attraverso la scheda S.va.m.a. che “misura” il bisogno assistenziale del cittadino con criteri uniformi su tutto il territorio regionale. Il provvedimento della Regione andrà inserito nel piano locale della non autosufficienza. E’ una novità assoluta in Italia – aggiunge Valdegamberi – un’innovazione che continua il processo di svolta del sistema veneto nei servizi residenziali per gli anziani non autosufficienti». Valdegamberi fa presente che il provvedimento sulla residenzialità rappresenta una tappa intermedia di un processo regionale molto articolato che prevede come secondo traguardo quello relativo alla domiciliarità.

«I rapporti tra i due settori di assistenza vanno riequilibrati – sostiene Valdegamberi - basti pensare che nel 2007 il governo veneto ha assegnato a bilancio per la residenzialità dei non autosufficienti 416 milioni di euro (con 16 milioni di euro in più rispetto al 2006) per 23 mila 812 quote sanitarie a fronte di 72 milioni di euro per 23 mila non autosufficienti a domicilio». «Abbiamo un obiettivo finale molto importante – sottolinea Valdegamberi – che cambierà il volto del sistema sociale del Veneto: realizzare un fondo unico per la non autosufficienza perché vogliamo garantire gli stessi diritti ed opportunità alle prestazioni sociosanitarie a tutti i cittadini non autosufficienti".



da L’Arena 04/07/2007