Il valore della comunicazione per una nuova cultura di relazione nel sociale

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Il valore della comunicazione per una nuova cultura di relazione nel sociale

 

STEFANO DALLA VIA



Il valore della comunicazione per una nuova cultura di relazione nel sociale. Se ne è parlato in un dibattito nella sala convegni della Fondazione Pia Opera Ciccarelli il 12 febbraio scorso, alla presenza di un folto pubblico composto da esperti ed operatori sociali. Il messaggio è semplice: il cittadino non è più considerato come utente passivo dei servizi erogati dalle istituzioni ma è diventato soggetto attivo, con un nuovo diritto alla scelta e alla partecipazione. La comunicazione diventa così parte integrante del servizio, la chiave per migliorare il rapporto tra cittadini ed istituzioni e per favorire fiducia e reciprocità.



I primi passi verso questa nuova prospettiva, sono stati compiuti anche nel nostro paese. Ne è testimone l’esperienza pluriennale maturata all’Ulss di Bologna, illustrata dal professor Hanau, che riguarda la costituzione di comitati consultivi misti ai quali partecipano attivamente utenti e familiari.

Anche il Comune di Verona, spiega la dottoressa Maellare, dirigente del servizio socio educativo, si è mosso nell’ottica di avvicinamento tra utenti e istituzioni, nella fondamentale esperienza pilota, rappresentata dall’apertura in cinque circoscrizioni degli Sportelli Sociali di Ascolto ed Orientamento ai servizi. La dottoressa Zambianchi, assistente sociale che opera per il comune di Venezia, racconta invece come per quella città gli sforzi comunicativi siano rappresentati dall’attività del progetto di Sportello Unico Integrato, attivato per favorire l’accesso ai servizi e la semplificazione delle procedure burocratiche.



Comunicare significa coinvolgere il cittadino che chiede sempre di più partecipazione attiva, trasparenza e migliori servizi, nell’ottica di un nuovo patto con gli amministratori pubblici. Per chi amministra la salute, quindi, il compito da svolgere non è più solo quello di curare ma deve essere sempre più quello di “prendersi cura” dei cittadini. La rivoluzione culturale ha anche la dimensione nuova della scelta del servizio da parte dell’utente che diventa così cliente, titolare di diritti oltre che di doveri e per le istituzioni cresce la necessità di comunicare all’esterno tramite nuovi strumenti di dialogo e partecipazione come sono la Carta dei Servizi e il Bilancio Sociale.

Ne ha parlato la dottoressa Margherita Borello tramite l’esperienza dell’Asl di Biella, che ha dimostrato come il concetto di responsabilità sociale dell’impresa pubblica possa diventare un viatico di trasparenza, dialogo e controllo sociale a garanzia della collettività, pur tenendo sempre presente che la miglior forma di comunicazione istituzionale rimane in primo luogo il comportamento del singolo operatore durante il servizio.



Del rapporto tra informazione, comunicazione, formazione e marketing sanitario ha relazionato il giornalista Claudio Capitini, capo ufficio stampa dell’Ulss 20 di Verona che ha sottolineato l’importanza sempre maggiore di una comunicazione sanitaria congrua, trasparente, rapida e mirata che deve essere attuata da professionisti, se si vuole che sia utile ed efficace.

Il dottor Domenico Marte, direttore marketing della Fondazione Pia Opera Ciccarelli, ha sottolineato il valore del Progetto Assistenziale Individuale che pone il singolo individuo al centro della risposta istituzionale ai bisogni e che rappresenta anche il principale mezzo di comunicazione tra utente e istituzione. La Fondazione Pia Opera Ciccarelli, grazie a questo strumento, è passata da una dimensione assistenziale di cura a quella più funzionale di servizio multidimensionale, per ottimizzare le risorse nel quadro di un sistema di qualità capace di rendere omogeneo e riconoscibile il lavoro svolto. A conclusione dei lavori, Andrea Giardini, direttore della rivista InFormazione, house-organ della Fondazione Pia Opera Ciccarelli, ha illustrato la valenza del sussidio informativo che è giunto al suo settimo anno di attività con lo scopo di alimentare ed arricchire l’identità di una realtà territoriale importante qual è quella della Fondazione Pia Opera Ciccarelli che agisce in un’ottica di pensiero globale ma da sempre si traduce in azione concreta locale.

da il "Sentiero" - Marzo 2008

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