Allo studio un mini ospedale all'interno della Pia Opera

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Allo studio un mini ospedale all'interno della Pia Opera

 





SAN GIOVANNI LUPATOTO. L’ipotesi è di creare quattro o cinque posti letto da dedicare alle dimissioni protette



Allo studio un mini ospedale

all’interno della Pia Opera



L’amministrazione comunale è al fianco dei medici lupatotini che chiedono che nella casa di riposo Pia Opera Ciccarelli vengano messe a disposizioni due stanze con 4 o 5 letti per anziani con temporanee esigenze di cura.

La proposta era stata lanciata domenica dal dottor Lorenzo Adami, medico di base lupatotino e segretario provinciale della Federazione dei medici di medicina generale. Il sindaco Fabrizio Zerman e l’assessore la sociale Giorgio Facci sostengono l’idea.

«L’assistenza dei pazienti dimessi dagli ospedali rappresenta un problema non sempre facilmente risolvibile, in particolare dopo la chiusura e la riconversione anche nella nostra provincia di alcuni ospedali periferici», commenta il sindaco Zerman. «Per questo l’amministrazione comunale sostiene la proposta della Pia Opera Ciccarelli e dei medici di famiglia. Sarebbe un esempio della tanto auspicata sussidiarietà tra pubblico, come sono Comune e Ulss, e privato».

La soluzione viene caldeggiata anche dall’assessore Facci. «Il direttore dell’Ulss 20, Giusi Bonavina, per la prima volta in visita alla Pia Opera Ciccarelli, di cui ha apprezzato l’attività svolta, ha puntualizzato che il servizio di country hospital rivolto ai convalescenti che provengono dall’ospedale potrà essere attivato a patto che venga mantenuta la stretta collaborazione tra l’assistenza domiciliare dell’Ulss 20 e del Comune», spiega Facci.

«Si tratterebbe di rafforzare la dimissione protetta, cioè la valutazione effettuata dal medico di famiglia riguardo le condizioni del paziente che ha appena lasciato l’ospedale, in modo da stabilire se può essere seguito a casa dalla famiglia in collaborazione con il distretto sanitario locale e i servizi sociali del Comune. L’assistenza al paziente si dimostra più difficoltosa quando viene a mancare l’appoggio della famiglia».

«Il country hospital sarebbe punto d’incontro ideale tra ospedale e assistenza domiciliare del distretto sanitario locale e del Comune».

Adami aveva chiesto di attivare i posti letto da destinare a quei pazienti che, appena dimessi dall’ospedale, non possono essere seguiti direttamente dai familiari a casa.

Gli amministratori della Pia Opera Ciccarelli hanno confermato la propria intenzione di mettere a disposizione una parte degli spazi e le attrezzature della struttura durante la visita svolta nei giorni scorsi nella residenza per anziani dal sindaco Fabrizio Zerman, dall’assessore al sociale Giorgio Facci, dal direttore generale dell’Ulss 20 Giusi Bonavina e dal medico di famiglia Lorenzo Adami, segretario provinciale dei medici di medicina generale.

A presentare la Pia Opera Ciccarelli (la cui struttura centrale lupatotina ospita 236 anziani) c’erano il presidente don Carlo Vinco e il direttore generale Sergio Gambarotto. Il piccolo ospedale che si potrebbe ricavare all’interno della casa di riposo offrirebbe un servizio a livello di territorio e costituirebbe un progetto sperimentale, secondo il modello già attuato in Inghilterra.R.G.



da L’Arena del 24/04/2008