Solidarietà. Studenti tra gli anziani con dialoghi e poesie.

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Solidarietà. Studenti tra gli anziani con dialoghi e poesie.

 

SOLIDARIETÀ. A Casa Serena un gruppo di ragazzi delle superiori si è reso disponibile ad animare iniziative coinvolgendo gli ospiti della struttura



Studenti tra gli anziani

con dialoghi e poesie

«Vado a incontrare un amico». Non è una semplice affermazione ma un pensiero che aiuta gli anziani e coinvolge i giovani. Tutto nasce con il progetto sponsorizzato e voluto dall’assessorato alle politiche giovanili del Comune e dalla fondazione Pia Opera Ciccarelli che vede Casa Serena, la struttura comunale preposta alla cura e alla degenza delle persone anziane, in prima linea nel promuovere un nuovo modello educativo che si basa sul volontariato.

A essere coinvolti sono i giovani che frequentano le scuole superiori. Un passa parola e un piccolo bando annunciato nelle scuole superiori ha fatto sì che cinquanta ragazzi tra i 16 anni e i 18 abbiano presentato la domanda per portare un sorriso ai nonni e alle nonne della casa di riposo. Le richieste sono risultate maggiori dell’offerta e per non fare torto a nessuno gli ospiti di casa Serena hanno tirato a sorte: in un vaso hanno messo i biglietti con scritto i nomi e poi a occhi chiusi li hanno pescati.

Il Comune questa volta ha investito in educazione: ai dieci sono destinati all’ora cinque euro lordi che a fine mese diventeranno 350 euro. «Una modica somma per rendere responsabili ma anche per insegnare che non è quanto si guadagna che porta soddisfazione ma è il come e il per chi che fa la differenza», evidenzia l’assessore all’istruzione Alberto Benetti, secondo il quale l’idea è vincente ed è pronta per essere esportata anche in altri istituti.

Intanto, ieri mattina, nel salone ricreativo della casa di riposo una cinquantina di anziani ascoltava con attenzione la volontaria Laura Barin, 18 anni, studente al V anno del liceo Messedaglia, che leggeva L’Arena. E i commenti erano continui, allegri e fatti anche di vita vissuta. Con Laura, anche Giorgia Benedetti, 16 anni, iscritta al terzo anno dell’alberghiero Berti.

Alle parole, sono seguite canzoni, poesie. Alberto Toffaletti, 76 anni, tra una notizia e l’altra ne approfittava per dare sfogo alle corde vocali. E ad una platea attenta ha donato una sua composizione: «Cara Verona, mille stelle stan sopra di te». «Ci offrono emozioni, e poi sono così belle», è stato il commento delle anziane. E i complimenti erano tanti, da una parte e dall’altra.

Soddisfatte le responsabili Rita Peroni, Stefania Possente, Lorella Belligoli e l’educatrice Laura Perlati. «Il praticantato da volontari è seguito da esperti», ci tengono a sottolinearlo, «i dieci ragazzi inseriti nel progetto vengono aiutati ad inserirsi nei piani di degenza che per noi vengono indicati con nomi allegri: edera, melograno, boscoverde, girasole. In questo modo offriamo loro il giusto modo per ambientarsi e ai nostri ospiti l’opportunità di conoscerli e rallegrarsi della loro presenza».

Qui infatti cambia la concezione del volontario che non è più visto come una persona che si impegna per il solo bisogno di dare, ma anche di apprendere da chi lo ha preceduto nelle vicissitudini della vita prima. Nel programma si trova scritto: «È un progetto educativo finalizzato all’accompagnamento dei residenti, al tenere loro compagnia, all’affiancamento nella realizzazione di attività ludico-culturali e di socializzazione».

In tutto gli ospiti sono 208, tra loro c’è chi sta bene in salute e chi no. Ma tutti vengono coinvolti. I volontari si dividono in piccoli gruppi e operano dal lunedì al venerdì in fasce orarie. «Questo perchè al loro fianco non manca mai un educatore della struttura», precisano le responsabili.

Casa Serena non è nuova a questo genere di aiuto. Studenti delle scuole vicine e anche giovani si sono già resi disponibili a questo genere di intervento negli anni scorsi. Occorreva però che tutto fosse inserito in una normativa che permettesse ai giovani di lavorare in sicurezza. Da qui la necessità di un’assicurazione. Il progetto coordinato dal Comune è stata quindi l’occasione giusta per realizzare un sogno.A.Z.



da L’Arena del 20/07/2008