Camere personalizzate per battere l'Alzheimer

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Camere personalizzate per battere l'Alzheimer

 

SAN GIOVANNI LUPATOTO. Terminata la ristrutturazione del primo piano della Pia Opera, trasformato in residenza

Camere personalizzate

per battere l’Alzheimer

Renzo Gastaldo

L’intervento è costato oltre un milione di euro: ricavati 32 posti per lungodegenti e 18 per i casi di demenza

• Domenica 07 Dicembre 2008

• PROVINCIA,

• pagina 30

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Uno dei nuovi scorci realizzati nella residenza Arcobaleno

C’era anche l’assessore regionale alle politiche sociali Stefano Valdegamberi all’inaugurazione della residenza Arcobaleno della Pia Opera Ciccarelli, tenutasi qualche giorno fa. Al suo fianco monsignor Carlo Vinco, presidente della Fondazione Pia Opera Ciccarelli, il sindaco di San Giovanni Lupatoto Fabrizio Zerman, accompagnato dall’assessore ai servizi Sociali Giorgio Facci e dall’assessore Luisa Meroni, rappresentanti dell’Ulss 20 e del Comune di Verona, gruppi di volontariato tra cui l’Unitalsi.

La residenza occupa tutto il primo piano del palazzo principale della Pia Opera, istituto che in sette sedi assiste oltre 600 anziani con altrettanti dipendenti.

La residenza Arcobalento è articolata in 25 camere con servizi: 32 posti letto sono destinati ai lungodegenti e 18 ai malati di Alzheimer. L’intervento ha comportato una spesa di oltre un milione di euro.

Monsignor Vinco ha voluto condividere con residenti e familiari questo evento che vede il completamento dei lavori della residenza. Il presidente ha ringraziato la Fondazione Cariverona per l’aiuto e ha ricordato la memoria di Hans Gunter Kaminski (benefattore cittadino appena scomparso) quale sostenitore di parte dei lavori di arredo.

«La Pia Opera è un cantiere in evoluzione», spiega Domenico Marte, responsabile relazioni esterne dell’ente. «Con l’intervento della residenza Arcobaleno si è valorizzato il residente, aiutando famiglie e ospiti a sentirsi sempre più inclusi nella relazione di aiuto, chiamati a partecipare nelle scelte di accoglienza anche attraverso la valorizzazione dell’ambiente».

Il presidente monsignor Carlo Vinco ha detto che la ricerca di qualità, formazione e sinergie non è tutto: «Al servizio dei residenti ci sono anche laboratori musicali, sensoriali, area riabilitativa per la promozione dell’anima, nel senso più laico, che dà la forza di distinguere la vita vera dal lasciarsi vivere. L’autoaffermazione è alla base del messaggio che oggi vogliamo condividere con tutti».

Pienamente coinvolto nell’intervento si è detto anche l’architetto Paolo Zoppi, responsabile e sovraintendente ai lavori della residenza Arcobaleno, il quale ha confessato che l’opera ha fortemente inciso sulla sua esperienza professionale e umana.

«Io avevo il compito di mediare tra idee e stimoli, alla fattibilità in fase di costruzione», ha spiegato l’architetto. «Venivo da una scuola di pensiero che mi imponeva certi ragionamenti, certi schemi».

«Con questo progetto mi sono ricreduto e mi sono sforzato di andare oltre, per dare significato a ogni piccolo e grande input che mi veniva dagli operatori sociosanitari e dagli ospiti che qui risiedono, per l’accostamento di materiali, l’abbinamento cromatico, le soluzioni funzionali e ergonomiche sempre pensate in un’ottica bivalente: per essere utilizzati sia dal residente che dall’operatore».

Il presidente della Pia Opera Ciccarelli don Vinco ha informato del prosieguo dei lavori di ristrutturazione su tutto il blocco del centro residenziale monsignor Ciccarelli, che tuttavia richiederà un impegno di alcuni anni prima di arrivare al suo totale completamento.



Da L’Arena del 7/12/2008