A 26 milioni il bilancio della Pia Opera Ciccarelli

Immagine default

A 26 milioni il bilancio della Pia Opera Ciccarelli

 

SANITÀ. Pubblicata la «relazione di missione» per il 2008 che configura l’aspetto aziendale oltre a quello di servizio



A 26 milioni il bilancio

della Pia Opera Ciccarelli



Renzo Gastaldo



La Fondazione che gestisce i servizi offerti ai 600 ospiti delle sei strutture e a domicilio dà lavoro a 700 persone, il 70% part time

Mercoledì 04 Marzo 2009 ECONOMIA, pagina 36 e-mail print Quadra su oltre 26 milioni di euro il bilancio della Fondazione Pia Opera Ciccarelli e l’ente, in ottica di trasparenza, ha deciso di rendere note con una pubblicazione (titolo: «Relazione di missione») le varie voci che lo compongono. «La sostenibilità della missione della nostra Fondazione è fatta di comportamenti», dice don Carlo Vinco, presidente della Pia Opera Ciccarelli. «Questi comportati talvolta sono poco visibili o possono destare un’emozione profonda ma devono comunque essere coerenti con la continua tensione alla trasparenza, al miglioramento, ed a porre al centro di ogni analisi tutte le persone che in vario modo sono coinvolte nella vita delle Fondazione e le loro aspettative».

La relazione è rivolta i vari «portatori di interesse», a cominciare dai 600 ospiti delle varie sedi dell’istituto per anziani lungodegenti, ai familiari, agli oltre 700 dipendenti (quasi il 70% in part time), ai fornitori e a tutti coloro che sono in contatto con la Pia Opera. «La relazione», aggiunge il direttore generale Sergio Gambarotto, «documenta in termini quali-quantitativi, fornendo dati che vano oltre quelli bilanciatici puri, la capacità di perseguire la missione assegnata dal fondatore monsignor Giuseppe Ciccarelli».

La relazione è stata illustrata da Domenico Marte, direttore marketing e servizi dell’ente in un recente convegno.

Il budget esposto nella relazione evidenzia il consuntivo delle entrate. Il maggiore introito deriva dai ricavi di Casa Serena con oltre 6 milioni di euro, seguita dalla residenza di Castel D’Azzano (2,4 milioni) e dai 4 centri delle sede centrale della Pia Opera (in totale 6,8 milioni).

L’assistenza domiciliare prestata agli anziani dei vari comuni porta nelle casse della Pia Opera circa 1,2 milioni di euro mentre i pasti serviti domicilio assicurano circa 750 mila euro. Fra le spese spiccano la ristorazione (alimentari, detersivi e casalingo costano quasi 1,5 milioni di euro), il guardaroba e la lavanderia (150 mila euro), l’igiene degli ospiti (i pannoloni da soli comportano una spesa di 435 mila euro), l’attività sociale costa 350 mila euro, le utenze (gas, energia elettrica, telefono) richiede 1,1 milioni di euro, le manutenzioni circa 1 milione di euro, il personale costa oltre 17 milioni di euro (compresi i contributi). Per la formazione del personale sono stati investiti 265 mila euro.

Le rette giornaliere variano, per gli ospiti non autonomi, da 101 a 107 euro, che al netto del contributo sanitario assicurato dalla Regione si riduce ad un costo da 57 a 63 euro a carico dell’ospite stesso.

Fra gli impegni presi dalla Fondazione per il prossimo biennio c’è la continuazione dell’intervento di ristrutturazione completa del Centro Servizi (la sede storica lupatotina dell’ente) che dovrebbe prevedere una spesa complessiva di circa 11 milioni, finanziato in parte con mutuo e in parte con il sostegno di terzi (un privato ha donato 500 mila euro).

Sul versante delle responsabilità economica la Pia Opera ha deciso che parità di offerta qualitativa e economica saranno preferite le relazioni con aziende del territorio.

Per quanto riguarda la responsabilità sociale per il territorio sono previsti ulteriori interventi per il progetto Alzheimer e l’avvio del centro diurno sperimentale del comune di San Giovanni Lupatoto presso la casa albergo per anziani. È anche prevista progressiva integrazione dei centri servizi della Pia Opera con le attività dei distretti sociosanitari.



da L’Arena del 04/03/2009