Sul tetto c'è un gallo cedrone

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Sul tetto c'è un gallo cedrone

 

BOSCOCHIESANUOVA. Sorpresa alla casa di riposo: il raro animale ha svolazzato fra le tegole e gli alberi fino a sera



Sul tetto c’è un gallo cedrone



Vittorio Zambaldo

Gli esperti: è «impazzito» a causa della stagione degli amori. In Lessinia una decina quelli censiti

Giovedì 30 Aprile 2009 PROVINCIA, pagina 25 e-mail print

Il gallo cedrone sul tetto della casa di riposo

Un gallo cedrone maschio «impazzito» a causa della stagione degli amori è rimasto per un’intera giornata sul tetto del centro servizi cardinal Giacomo Lercaro, la casa di riposo gestita dalla Pia Opera Ceccarelli onlus, poco lontano dal centro di Boscochiesanuova. Lo hanno notato diverse persone e dell’insolito ospite si sono interessati sia il guardaparco Paolo Parricelli, sia gli agenti della stazione di Bosco del Corpo forestale dello Stato.

«Dalle 8 di mattina, quando è arrivata la segnalazione, fino al tramonto, l’uccello è volato fra il tetto della casa e le fronde degli alberi vicini», riferisce Parricelli, «ma non è un comportamento insolito per questi uccelli, generalmente molto riservati». Capita infatti nel periodo degli amori che «perdano la tramontana» sia i maschi sia le femmine e si avvicinino alle abitazioni o in località anche lontane dai luoghi di tradizionale presenza.

Tempo fa una femmina era stata segnalata anche sul tetto della Casa di Nazareth, centro di spiritualità posto a sud del paese. Un’altra femmina si era addirittura lasciata prendere vicino all’abitato di Giazza. Era stata inanellata e poi liberata in località Pigarol.

Talvolta i tentativi di trasferimento degli animali selvatici, in aree ritenute più sicure per loro, si rivelano un fallimento, perché sono gli uccelli stessi a ritornare dove sono stati catturati. Anche per questo si è preferito lasciare in pace l’animale, in attesa che ritornasse da solo al comportamento tradizionale, visto anche che il tetto e il parco della casa di riposo sono rifugio sicuro.

Lo scorso febbraio gli agenti del Corpo forestale dello Stato hanno invece recuperato il corpo esanime di una femmina a contrada Teldari, nei pressi di Giazza. Mancavano delle piume sulla testa e il fatto ha spinto a presumere che l’uccello abbia battuto violentemente in volo il capo contro i fili della linea elettrica, com’era già successo anni fa con un giovane esemplare di aquila reale.

In Lessinia i galli cedroni sono una colonia esigua perché appena una decina di esemplari sono censiti nel Parco naturale regionale, principalmente concentrati nelle foreste di Giazza e dei Folignani, nella parte superiore del Vajo dell’Anguilla, fra Bosco e Erbezzo.

I galli cedroni, o urogalli, appartengono alla famiglia dei Tetraonidi, grossi uccelli sedentari delle foreste settentrionali, che sopportano i lunghi inverni anche nevosi perché hanno modeste esigenze alimentari, cibandosi quasi esclusivamente di aghi di conifere, anche se ne fanno scorpacciate fino a 250 grammi al giorno, quasi il 7 per cento del loro peso corporeo e ingurgitano anche sassolini con lo scopo di macinare nello stomaco la massa di aghi. Sono famose le arene di canto dove in primavera i maschi organizzano la parata nuziale destinata a ottenere i favori delle femmine che riconoscono in questo rito gli esemplari dominanti.



da L’Arena del 30/04/2009