Il Centro diurno decolla grazie ai soldi di Venezia

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Il Centro diurno decolla grazie ai soldi di Venezia

 

SAN GIOVANNI LUPATOTO. Il progetto comunale finanziato dalla Regione con 1 milione di euro

Il Centro diurno decolla

grazie ai soldi di Venezia

Renzo Gastaldo

Novarini: «Struttura utilizzata per assistere durante il giorno le persone oggi accudite a casa dai parenti o da una badante»

• Giovedì 22 Luglio 2010

• PROVINCIA,

• pagina 29



Anche gli anziani lupatotini avranno il loro Centro diurno

Aspetta il benestare della Regione il progetto del Comune finalizzato a realizzare un centro diurno per anziani non autosufficienti al piano terra della Casa albergo e l’edificio accessorio situato nel parco Ai Cotoni. «La Giunta regionale», spiega l’assessore Luciano Novarini, con delega ai servizi sociali, «ha messo a disposizione un cospicuo contributo di un milione di euro, da restituire in 15 anni. Abbiamo presentato a Venezia i due progetti e li abbiamo anche illustrati ai tecnici». L’intenzione sarebbe quella di destinare l’intero piano terra della casa albergo a centro diurno.

«Si tratterebbe di una struttura utilizzata per assistere nelle ore centrali del giorno, le persone che oggi sono accudite a casa dai parenti o da una badante», precisa Novarini. «La nostra stima è che nel centro diurno potrebbero essere ospitati una trentina di anziani oggi seguiti in famiglia. Il servizio sarà inevitabilmente a pagamento anche se la quota dovrà essere “sociale” e quindi accessibile. Certamente per la gestione del centro diurno dovremo chiedere la collaborazione della Fondazione Pia Opera Ciccarelli, che può vantare una riconosciuta e consolidata esperienza nel settore. Vale infatti la pena di precisare che agli assistiti non potrà bastare la compagnia o il supporto di volontari ma occorrerà un sostegno professionale e strutturato».

La seconda tranche del progetto (che però in termini di effettiva realizzazione sarebbe la prima) riguarderà l’edificio del parco Ai Cotoni che prenderà il nome di Megafono, per la sua moderna forma. «Questo intervento sarà un’appendice del centro diurno», spiega Novarini.

«Qui verranno ospitati gli anziani che hanno un maggior grado di autosufficienza. Essi potranno frequentare il parco e incontrare la cittadinanza. Insomma, vorremmo che si creassero tutte le condizioni perché sia il centro diurno sia il Megafono non fossero entità chiuse ma luoghi di interscambio con la popolazione. Il Megafono, negli orari in cui non ospiterà gli anziani, dovrebbe diventare la sede dell’associazione Crescere Insieme, i cui volontari seguono da 25 anni le persone con handicap».

Conclude Novarini: «Abbiamo le idee chiare e il progetto del centro diurno sta camminando. Se Venezia ci dirà “sì” siamo pronti a partire. L’obiettivo del sindaco Fabrizio Zerman e di tutta l’amministrazione comunale sarebbe quello di far partire i lavori entro la fine del corrente anno».

Due anni fa l’amministrazione comunale aveva elaborato un pari progetto di centro diurno. Allora si parlava però di mettere l’intero piano terra al servizio della terza età (e non degli anziani non autosufficienti), ricavando anche le sedi delle associazioni per gli anziani.

Per questo era previsto lo spostamento al primo piano dei due miniappartamenti ora al piano terra in quanto al loro posto doveva essere ricavata una palestra (ancora prevista) da destinare all’attività fisica degli anziani e alcune sale per le attività ricreative e del tempo libero. Era previsto anche l’ambulatorio medico per i controlli sanitari di primo livello. come la misurazione della pressione oltre ai locali di servizio.

Il grande salone che oggi ospita le feste della terza età dovrebbe essere usato come luogo di soggiorno e di incontro.



da L’Arena del 22/07/2010