Serafina, 100 anni con grinta

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Serafina, 100 anni con grinta

 

SAN GIOVANNI LUPATOTO. Ospite della Pia Opera Ciccarelli, arrivò in paese nel ’31 da Roverè

Serafina, 100 anni con grinta

• Giovedì 20 Gennaio 2011

• PROVINCIA,

• pagina 26





Nonna Serafina festeggia con una grande torta i suoi 100 anni

La Pia Opera Ciccarelli, la casa per anziani di San Giovanni, «sforna» un’altra centenaria: Serafina Grossule, nata il 28 dicembre 1910 a San Francesco di Roverè, ma da ottant’anni residente a San Giovanni Lupatoto.

«In montagna facevo la contadina ma nel 1931 sono venuta a lavorare a San Giovanni come cameriera e non mi sono più mossa dal paese. Qui mi sono innamorata, sposata, sono diventata madre e ho raggiunto i 100 anni», spiega nonna Serafina, che scese da San Francesco in paese durante la grande crisi. Cominciò a lavorare nell’albergo Fiorio, all’angolo fra la piazza e via IV Novembre, dove trovò anche marito.

«Portai un litro di vino ai marangoni, i falegnami che lavoravano nel vicino mobilificio Bendinelli, e uno di loro, Aldo Baschera, mi chiese se poteva incontrami alla sera», racconta. «Ci vedemmo un paio di volte, lui veniva sempre con il cappello indosso. Al terzo incontro venne a capo scoperto e mi accorsi che aveva pochi capelli, ma mi piacque lo stesso e dopo qualche anno, nel 1936, ci sposammo». E dal matrimonio nacquero tre figli: Luigi, Marisa e Luigina. Purtroppo il piccolo Luigi scomparve tragicamente ad appena 8 anni: «Un dolore che non mi ha più abbandonato», confessa Serafina. Di quegli anni della guerra la centenaria ricorda anche la ritirata dai tedeschi. La famiglia Baschera ospitò tre soldati in ritirata: «Stabilimmo un legame con uno di loro che ci mandò la cioccolata per alcuni anni».

Dei suoi anni da ragazzina vissuti in montagna Serafina ricorda il rapporto con gli animali e la scuola interrotta troppo presto, ma dice di non avere alcuna nostalgia per quel tempo: «A San Giovanni ho vissuto bene, dal lavoro dei campi sono passata a fare la cameriera e con mio marito ci siamo sempre voluti bene». La neo-centenaria non nasconde la sua ricetta di lunga vita: «Vita regolata, caffelatte a mattina e sera e una Santa Messa al giorno. Ma qualcosa bisogna concedersi e io bevo 3-4 caffè ogni giorno e mezzo bicchiere di vino ad ogni pasto».

L’assessore Luisa Meroni, che alla centenaria ha consegnato un mazzo di fiori, dice: «Serafina? Una donna tosta e piena di grinta». R.G.



Da L’Arena del 20/01/2011