... L'Assessore Bertacco: " In momenti difficili si devono fare scelte che privilegino le fasce debo

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... L'Assessore Bertacco: " In momenti difficili si devono fare scelte che privilegino le fasce debo

 

IL CASO. Fa discutere l’azzeramento del fondo che finanziava gli insegnanti delle paritarie



«La Regione non tagli

il sostegno nelle scuole»

L’assessore Bertacco: «In momenti difficili si devono fare scelte che privilegino le fasce deboli». Da Venezia: «In cassa non c’è un euro»



Domenica 13 Febbraio 2011 CRONACA,

Le scuole Seghetti: ad alcuni genitori è arrivato un conto di 11mila euro per le spese di ...

Fa discutere la notizia del taglio da parte della Regione dei fondi per il sostegno ai disabili nelle scuole paritarie. Taglio emerso con prepotenza alle Seghetti di piazza Cittadella dove alcuni genitori si trovano a dover pagare un conto di 11mila euro per una insegnante.

Ad affrontare l’argomento è Stefano Bertacco, assessore ai Servizi sociali del Comune che ieri ha preso parte a un convegno promosso alla Gran Guardia, in collaborazione con la Pia Opera Ciccarelli, sugli «Scenari futuri del welfare». «Io spero che la Regione riesca a modificare presto la decisione di azzerare i fondi per l’assistenza nelle scuole paritarie», spiega Bertacco, «perché in un momento difficile come questo occorre fare scelte politiche importanti che privilegino i più deboli, cosa fatta in Comune a Verona dove si è deciso di fare rinunce in altri settori ma non sul disagio». E aggiunge: «Abbiamo più volte sollecitato la Regione a un cambiamento di rotta che dia priorità alle situazioni difficili che spesso sono anche quelle che hanno meno voce». Per Bertacco inoltre, più in generale, nell’attuale situazione di crisi l’obiettivo delle politiche sociali deve essere «quello di alzare la qualità, in modo che le persone possano trovare risposte più personalizzate e vicine ai loro bisogni».

Di tagli alla spesa sociale si è parlato anche nel corso del convegno che ha affrontato l’aspetto dell’assistenza a 360 gradi, da quella agli anziani, ai disabili, ai minori fino alla salute mentale e alle dipendenze. Un quadro poco rassicurante che, grazie anche alle analisi di Carla Collicelli, vicedirettore generale Censis, Cristiano Gori, docente di Politica sociale alla Cattolica di Milano, e a Marco Trabucchi, docente di neuropsicofarmacologia all’università di Tor Vergata e direttore scientifico del Gruppo di ricerca geriatrica di Brescia, ha messo in luce una serie di criticità e sfide per chi gestisce le strutture di accoglienza e cura. E per i politici. Sfide dettate dalle sempre maggiori ristrettezze economiche.

Gori ha spiegato che la percentuale di anziani in strutture residenziali è invariato al 3% da una decina d’anni, di contro le indennità di accompagnamento hanno subito un boom, quasi raddoppiando dalla fine degli anni ’90 a oggi. E sulle polemiche sugli stanziamenti ha detto: «C’è stata una riduzione per i servizi offerti dai Comuni, ma l’aumento della spesa per l’indennità di accompagnamento è superiore a tale riduzione. Si è passati da una spesa di 7,6 milioni nel 2002 a 12,2 nel 2009».

Allora come si spiegano le criticità lamentate dalle famiglie e dalle amministrazioni locali? Per Gori il problema è che «cresce la spesa ma si delega sempre di più sulla famiglia il modello di welfare. Insomma lo Stato dice al cittadino “io non faccio niente, ti do queste risorse e arrangiati”».

Mario Modolo, commissario regionale alla non autosufficienza, ricorda come la Regione abbia assunto impegni per 140 milioni in tale settore, non ancora pagati perché «in cassa la cifra che c’è è zero». Situazione economica aggravata anche dal fatto che i trasferimenti dello Stato «che normalmente erano sui 118milioni per l’assistenza, caleranno per il prossimo anno del 55%».G.COZ.



da l’Arena del 13/02/2011