Alzheimer, più servizi e assistenza familiare

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Alzheimer, più servizi e assistenza familiare

 

GIORNATA MONDIALE. Un convegno alla Gran Guardia con le associazioni impegnate nella lotta

Alzheimer, più servizi
e assistenza familiare

Elisa Innocenti

Nella provincia di Verona circa 6.000 casi e il trend è di forte crescita L´assessore Leso: «Essenziale la collaborazione con il volontariato»

 

domenica 23 settembre 2012 CRONACA, pagina 27
 
Il professor Nicolò Rizzuto (al centro) durante il convegno per la giornata dell´Alzheimer ...

Perdere la memoria, la coscienza di sé e del proprio corpo, non capire più chi siamo. Questo causa l´Alzheimer, patologia che colpisce 35 milioni di persone al mondo, con un nuovo caso ogni 4 secondi. Ne soffrono circa 600mila italiani, a Verona e Provincia la stima è di 6mila. Una malattia altamente invalidante, molto onerosa sia per le casse dello Stato, che per le famiglie dei malati. Ed i casi di pazienti affetti da Alzheimer sono in forte crescita.
Per questo il 21 settembre è stata dichiarata Giornata mondiale per l´Alzheimer e in occasione della 19a ricorrenza, alla Gran Guardia, si è ieri tenuto un convegno, aperto alla cittadinanza, per far conoscere i vari aspetti della malattia e sensibilizzare l´opinione pubblica.
«Un tema molto doloroso», ammette Mario Guidorizzi, membro dell´associazione Alzheimer Italia Verona, che insieme all´associazione Familiari malati di Alzheimer e all´associazione Sigizia ha promosso l´incontro. «I casi sono in aumento, sia per l´innalzamento dell´età media ella popolazione, sia perché inizia a colpire anche le fasce più giovani e la ricerca non è ancora riuscita ad individuare le cause di questo deterioramento cellulare cerebrale, di conseguenza non esistono cure che possano guarire».
«Come associazioni ci preoccupiamo di assistere i malati e le loro famiglie», prosegue, «con attività di musicoterapia, o altri servizi che possono aiutare nel percorso, come i centri diurni, per sollevare, almeno per qualche ora, i familiari dall´assistenza del malato. Non possono essere mai lasciati soli, ma cerchiamo di ritardare il più possibile il momento del ricovero».
Uno dei grandi problemi legati a questa patologia è infatti la non autosufficienza del malato, che perdendo cognizione di sé, non può essere autonomo e necessità di un´assistenza costante, molto faticosa per i familiari, nella stragrande maggioranza dei casi figli e coniugi, sia da un punto di vista fisico, che economico. Per questo è fondamentale la collaborazione tra le varie istituzioni, sanitarie, assistenziali e di volontariato.
A Verona ci si sta muovendo in tal senso grazie al «Progetto alzheimer», avviato sette anni fa dal Comune in collaborazione con Fondazione Cariverona, Azienda Ulss 20, Azienda ospedaliera, Fondazione Pia Opera Ciccarelli, Istituto assistenza anziani e le associazioni di volontariato.
Lo ricorda l´assessore comunale ai servizi sociali e famiglia, Anna Leso: «È stato possibile realizzare un importante sistema integrato di interventi e servizi a sostegno dei malati e delle loro famiglie. Come la realizzazione di tre centri diurni, il "Cristofori" in Borgo Roma, il "Leo Cirla" in centro storico e il "Forti" a Casa Serena, zona San Michele Extra. Servizi molto apprezzati», conclude l´assessore, «cui si aggiungono i 15 posti di sollievo, che sono in grado di accogliere malati per un periodo che va dai 30 ai 60 giorni, per consentire alle famiglie di riprendere fiato, magari durante l´estate, almeno per un breve periodo; i servizi domiciliari e il monitoraggio delle badanti, con corsi specifici, per essere sicuri che si tratti sempre di personale qualificato. È una malattia che manda il tilt le famiglie, dobbiamo assolutamente sostenerle

da L'Arena del 23/09/2012