Alzheimer, la guerra che si vince solo insieme

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Alzheimer, la guerra che si vince solo insieme

 

ALLA GRAN GUARDIA. Approfondimenti e proposte al convegno sulla malattia degenerativa

«Alzheimer, la guerra
che si vince solo insieme»

Michela Pezzani

 

Le tre associazioni di volontariato chiedono l´applicazione corretta della legge e di «rompere il silenzio che avvolge le famiglie e i malati»

 

lunedì 24 settembre 2012 CRONACA, pagina 15

Un folto pubblico alla Gran Guardia per il convegno sull´Alzheimer

Collaborazione è la parola chiave fornita al folto pubblico che ha partecipato alla diciannovesima giornata mondiale per l´Alzheimer che si è tenuta al Palazzo della Gran Guardia dove sono stati esposti e approfonditi in un convegno gli aspetti essenziali della malattia degenerativa di cui soffrono 600mila persone in Italia e seimila a Verona.
L´evento è stato organizzato da Associazione Alzheimer Italia, Associazione familiari malati di Alzheimer e Promozione sociale Sigizia. Sono le tre associazioni di volontariato che nella nostra città danno man forte a medici e operatori del settore con la loro opera di assistenza gratuita ai malati e alle famiglie dei pazienti affetti da questo problema drammatico che non riguarda soltanto la terza età ma colpisce anche i giovani. Il luminare Nicolò Rizzuto (professore ordinario di neurologia, scienze neuropsicologiche, morfologiche motorie alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell´università degli Studi di Verona) ha presieduto e moderato il simposio sottolineando più volte che «l´Alzheimer è una guerra da combattere» e che Verona è all´avanguardia nella lotta contro alla malattia per il contributo fattivo del Comune e della Fondazione Cariverona di Verona Vicenza, Belluno e Ancona che sostiene economicamente i progetti in merito ed ha attivato dal 2005 «Progetto Alzheimer», ossia interventi coordinati a sostegno delle famiglie e dei volontari che assistono le persone affette da demenza: tutto ciò in collaborazione con l´Ulss 20, la Fondazione Pia Opera Ciccarelli Onlus, l´Azienda Ospedaliera, l´Istituto assistenza anziani e le associazioni di volontariato che si occupano direttamente dell´Alzheimer. «Occorrono formazione e informazione», ha stigmatizzato Rizzuto, «e il fatto che il convegno sia stato organizzato da tutte le nostre tre associazioni, compatte e unite, costituisce il senso dell´iniziativa basata sul lavoro di gruppo».
Ai presidenti delle tre onlus è quindi passata la parola. «La demenza rappresenta una priorità nel campo della salute pubblica e occorre aiutare le famiglie, favorire il più possibile la domiciliarità del paziente, creare una rete di solidarietà concreta e informare sui servizi, tra cui anche il nostro telefono amico Pronto Alzheimer e la rivista Alzheimer», ha detto Maria Grazia Ferrari di Alzheimer Italia. «Facciamo sentire la nostra voce affinché vengano applicate le leggi regionali riguardo la malattia, così le famiglie avranno assistenza e dignità. Le leggi infatti ci sono ma non vengono applicate correttamente», ha sottolineato Giorgio Pedron di Associazione Familiari malati di Alzheimer.
«Il nome della nostra associazione deriva dall´astronomia, quando Sole, Terra e Luna si allineano provocando il massimo livello delle maree», ha spiegato Irene Tommasi di Sigizia. «Siamo una rete di professionisti che vengono da diverse discipline e riteniamo che sia possibile provare un percorso di felicità anche attraverso la malattia, a patto che vengano rotti il silenzio e l´isolamento in cui si trovano i malati e le famiglie dei malati». Sono seguite quindi gli interventi dei medici. «Dopo o 65 anni aumenta il rischio di incorrere in demenza», ha precisato Laura de Togni del Centro decadimento cognitivo del Palazzo della Sanità Ulss 20, «e in quanto alla solitudine delle famiglie, c´è, non perché i centri di informazione e gli ambulatori siano nascosti, ma perché la gente non sa come muoversi. Ecco perciò che l´informazione si rende indispensabile, andando noi verso chi ha bisogno».

da L'Arena del 24/09/2012